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L'AVANCORSA...
Che cosa è? e cosa determina sulla moto? :: |
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Quando si parla di
moto e di assetti, raramente possiamo modificare qualche parametro
senza introdurre apprezzabili alterazioni a tutto il sistema. Lavancorsa
è sicuramente la quota geometrica che si modifica più
facilmente, e forse quella che determina gli effetti dinamici più
marcati. Su di essa spesso si agisce in maniera del tutto inconsapevole,
magari aumentando solo il precarico delle sospensioni o utilizzando
un pneumatico con una spalla (rapporto di sezione) diversa da quella
prevista.
Per entrare nellargomento in punta di piedi, semplificando
al massimo il concetto, possiamo dire che lavancorsa determina
più di ogni altro parametro la maneggevolezza del veicolo.
Se il suo valore è contenuto, la moto è rapida nel
cambiare traiettoria, mentre un elevato valore premia la stabilità:
in questo caso però si faticherà di più
per inserirla in curva. Un mezzo votato al turismo è caratterizzato
da valori di avancorsa intorno ai 100 mm, misure inferiori (circa
90 mm) sono adottate sulle moto più sportive, mentre le custom,
concepite per viaggiare stabilmente sui rettifili, si attestano
su valori di 120 mm ed oltre. Tuttavia, se andate a verificare questi
dati indicativi, le sorprese non mancheranno
Vi
accorgerete per esempio che alcune sportive non hanno un valore
di avancorsa poi così contenuto! La risposta
al dilemma la troverete qualche riga sopra, quando vi abbiamo premesso
che avremmo semplificato il concetto. Infatti, lavancorsa
può dare uneffettiva indicazione sulla maneggevolezza
del veicolo solo se viene correlata al passo della moto
cui essa risulta intimamente legata!
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Che cosè
lavancorsa
Scriverlo è sicuramente più complicato che disegnarlo!
La distanza tra il punto dintersezione dellasse di sterzo
col terreno ed il punto di contatto della ruota con il suolo, è
detto avancorsa. Essa è positiva se questultimo viene
a cadere dietro (rispetto al senso di marcia) a quello
dellasse di sterzo. Tutti i motoveicoli soddisfano questo
presupposto, ma in casi particolari come sui dossi, si può
arrivare addirittura ad un valore negativo. Questa condizione è
disastrosa ai fini della stabilità di marcia, perché
più il valore dellavancorsa è elevato (in positivo),
maggiore sarà leffetto raddrizzante della
ruota! Questultimo è di vitale importanza per mantenere
in equilibrio il veicolo durante il moto rettilineo. Leffetto
raddrizzante è tipico di tutti i mezzi a due ruote, anche
delle biciclette, che altrimenti sarebbero ingovernabili lasciando
libero di ruotare il manubrio. Esse tuttavia, presentano unavancorsa
piuttosto piccola, tantè che per governarle senza
mani si deve necessariamente guadagnare una certa velocità.
Più questultima è elevata, più si possono
apprezzare gli effetti della stabilità. Spiegare leffetto
raddrizzante è possibile graficamente con laiuto dei
vettori (tuttavia risulta abbastanza complicato senza noiose formule);
per riassumerlo in due parole è sufficiente dire che, con
unadeguata geometria dellavantreno, si riesce a sfruttare
lattrito generato dal pneumatico (quando si ruota lo sterzo)
per creare una coppia di reazione che si oppone a tale
manovra. In pratica è la geometria dello sterzo stesso, che
genera una reazione del sistema tale da riportarlo in equilibrio
(cioè nella posizione di marcia rettilinea): una sorta di
auto-riallineamento.
Maggiore è il valore di avancorsa, più imperturbabile
risulterà la traiettoria della moto sulle sconnessioni stradali
o in presenza di colpi di vento laterale. Lo stesso effetto raddrizzante
si può apprezzare anche sulle automobili quando, lasciando
libero il volante di ruotare al termine di una curva, esso si riallinea
nella direzione di marcia rettilinea senza il nostro aiuto. Naturalmente
è la geometria dello sterzo a provocare questo effetto e,
anche se non si può più parlare di avancorsa, ci sono
altri angoli caratteristici a ricreare una condizione analoga. Avrete
sicuramente notato che, se con lauto fate marcia indietro,
leffetto autoraddrizzante scompare
lo stesso vale per
le moto!
A questo punto dovrebbe essere chiaro quanto lavancorsa influisca
sulla stabilità di marcia di un veicolo a due ruote e perché,
a seconda della destinazione duso del veicolo, si stabilisca
un determinato valore per soddisfare le diverse esigenze. Una moto
GP dovrà sicuramente risultare più nervosa e reattiva
di una da turismo, altrimenti non sarebbe così rapida a cambiare
direzione! Ecco dunque che la ridotta avancorsa, spesso non è
sufficiente a contrastare adeguatamente gli sbacchettamenti ed i
serpeggiamenti che si innescano su una moto da gara portata al limite.
Naturalmente questi effetti indesiderati vengono accettati di buon
grado, immolando la stabilità di marcia sullaltare
del responso cronometrico sul giro! Però, ci piace ricordare,
che a rendere più o meno reattiva una moto, contribuiscono
anche altri parametri quali: il passo, laltezza da terra del
baricentro ecc.
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Che cosa determina
lavancorsa?
È intuitivo quanto le geometrie dellavantreno risultino
determinanti ai fini del comportamento dinamico della moto... E
non potrebbe essere altrimenti, perché esse nascono dallarchitettura
dello sterzo che è lunico snodo (che ruota
su un asse approssimativamente ortogonale al terreno) del veicolo
a due ruote! In effetti lavantreno è incernierato
al telaio e risulta libero di ruotare per garantirne la direzionalità.
Questa articolazione è costituita dal cannotto
di sterzo, la cui inclinazione (che determina langolo di inclinazione
dello sterzo) è la principale artefice del valore dellavancorsa.
Con laiuto dei disegni è sicuramente più facile
capire come stanno le cose
ad ogni modo su tutte le moto troverete
sempre le piastre della forcella che traslano un po più
in avanti langolo di inclinazione dello sterzo. Questa distanza
si chiama off-set e permette di modificare lavancorsa.
Ecco perché, impiegando piastre di sterzo avanzate,
si può ridurre lavancorsa senza dovere intervenire
sul cannotto di sterzo (che tra laltro è saldato al
telaio!). Sono rari i casi (per lo più sulle moto da competizione)
in cui è possibile variare linclinazione dellasse
di sterzo per mezzo di registri senza modificare loff-set
(cioè sostituendo le piastre). Spesso, soprattutto sulle
moto da fuoristrada, si utilizza un altro trucco per modificare
loff-set: viene fatto avanzare il perno della ruota. Così
facendo il punto di contatto del pneumatico con il terreno si sposta
in avanti. Lavancorsa, ovviamente, varia anche apportando
modifiche al diametro delle ruote, ma anche semplicemente variando
la misura del pneumatico senza cambiare il cerchio! Utilizzando
un 120/70 ZR 17 in luogo del 120/60 ZR17, cambia laltezza
della spalla della copertura incrementando lavancorsa. Lo
stesso effetto si ha precaricando la molla della forcella (o diminuendo
il precarico del monoammortizzatore). Agendo in direzione opposta,
ovviamente, avviene il contrario. Di solito, dal momento che il
punto di contatto della ruota con il suolo viene a cadere proprio
sotto al perno ruota, si incorre nellerrore di credere che
lavancorsa sia determinata dalla sua proiezione sul terreno.
Invece le cose non stanno così: è solo il punto di
contatto del pneumatico con il suolo che deve essere considerato!
Sui dossi esso risulta molto più avanzato e lavancorsa
drasticamente diminuita, se non addirittura positiva (cioè
priva delleffetto autoraddrizzante!). Un leggero sfilamento
delle canne di forcella (rispetto alle piastre) porta anchesso
ad una riduzione dellavancorsa, ma essa può variare
anche dinamicamente quando si frena. Questa caratteristica,
propria dei veicoli con avantreno tradizionale, permette
di inserire la moto in curva più agevolmente quando i freni
sono ancora pizzicati. Al contrario, in uscita di curva,
laccelerazione può determinare un leggero sollevamento
dellavantreno che fa allargare la traiettoria.
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Conclusioni
Come abbiamo visto, lavancorsa è determinata da uninfinità
di altri parametri; volutamente ne abbiamo tralasciati alcuni e
semplificato altri concetti
altrimenti largomento avrebbe
perso il carattere divulgativo che era nei nostri intenti. In buona
sostanza però gli effetti dellavancorsa sulla dinamica
di marcia dovrebbero essere abbastanza chiari; un ridotto valore
rende la moto rapida nellinserirsi in curva e nel cambiare
direzione. Più in generale potremmo dire che essa diviene
più reattiva e maneggevole. Incrementando via via questo
parametro, ci si muoverà in direzione opposta, migliorando
la stabilità di marcia, limperturbabilità delle
asperità stradali e, purtroppo, anche nelloggettiva
difficoltà nel cambiare agevolmente traiettoria.
A questo punto è dobbligo un consiglio. Non vi venga
mai in mente, ogni volta che cè un problema dassetto,
che sia sufficiente sfilare le canne della forcella o magari prevaricarne
le molle per risolverlo
Ogni male va individuato
e combattuto con la cura giusta. Eccedere in una direzione,
senza considerarne gli effetti collaterali, porta a
spiacevoli sorprese. Pertanto, è meglio farsi una cultura
in materia dassetto, o annotare con cura il comportamento
dinamico della moto e riferirlo ad uno specialista, piuttosto che
trovarsi a combattere con un avantreno che tende a cadere
allinterno della curva o a lottare con lo sterzo per non allargare
troppo la traiettoria
A buon intenditore
poche parole!
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